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I vitigni amici del Prosecco

Verdisio

Il Verdiso veniva citato già nel '700 e nel XIX secolo era il vitigno più diffuso. Utilizzato nella vinificazione del Prosecco per aumentare l'acidità e la sapidità, importante per equilibrare la componente acida nelle annate calde. Ha grappoli di media grandezza con peduncoli molto lunghi ed erbacei, tralci lunghi e sottili di colore rossiccio. Gli acini sono medio grandi, di forma ellissoidale, con buccia di colore verde chiaro dalla caratteristica punteggiatura, che diventa giallo citrino a maturazione.

Perera

La Perera, utilizzata nella vinificazione per aumentare il profumo e l'aroma, è un vitigno molto simile al Prosecco, con grappoli leggermente più grandi, acini di color giallo intenso e foglie verde scuro, lucide e lisce. Il nome deriva dalla forma dell'acino simile ad una pera rovesciata o, secondo alcuni, dal gusto particolare della polpa che ricorda quello della pera.

Bianchetta

La Bianchetta, citata fin dal '500, veniva utilizzata, maturando prima, per ingentilire il Prosecco soprattutto nelle annate fredde. Coltivata ancora nelle zone più alte e impervie, ha una notevole vigoria, foglie color verde opaco e grappoli verdi-giallastri di media grandezza dotati di una grande ala ben evidenziata.

Tipologia uve

Le Novità

Con l’introduzione delle “Rive”, riservato agli spumanti, è stata prevista anche la possibilità di evidenziare in etichetta il nome del comune o della frazione di origine delle uve.
Il termine “Rive”, sta ad indicare nella parlata locale, i vigneti posti in terreni scoscesi, ed ha lo scopo di mettere in luce la vocazione e le molte differenze che esprimono le diverse località della denominazione. Per le “Rive” la produzione è ridotta a 130 qli/ha, con l’obbligo della raccolta manuale delle uve e dell’indicazione del millesimo.

Il “Cartizze”

AI vertice qualitativo della Denominazione Garantita rimane lo spumante della storica sottozona del “Superiore di Cartizze” la cui resa in vigneto è di 120 qli/ha.
Caratteristiche organolettiche: colore giallo paglierino più o meno carico; profumo vinoso, caratteristico, leggero, fruttato particolarmente nei tipi amabili e dolci; sapore e gradevolmente amarognolo, non molto di corpo nel tipo “Secco”, fruttato nei tipi amabile e dolce.
Qualificazioni: qualora le uve provengano dal territorio della frazione San Pietro di Barbozza, denominato Cartizze, ha diritto alla sottospecificazione “Superiore di Cartizze”.

Bellusera

Le Prese Santa Lucia di Piave

Il sistema a Bellussera

Il sistema a Bellussera, detto anche a raggi, è un antico sistema di coltivazione della vite diffuso principalmente in Veneto e messo a punto dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave (Treviso) alla fine dell’800 per combattere il flagello della peronospora. Prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono tra loro collegati da fili di ferro disposti a raggi. Ogni palo sostiene 4 viti, alzate circa m. 2.50 da terra, da ciascuna delle quali si formano dei cordoni permanenti che vengono fatti sviluppare inclinati verso l’alto e in diagonale rispetto all’interfilare, formando una raggiera.

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